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Brio, export e partnership di valore trainano la crescita bilancio chiuso a 67,3 milioni di euro (+21%)

29 agosto 2025
Referenze Alce Nero

(Zevio, VR – xx agosto 2025) – Con un fatturato che raggiunge i 67,3 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente, Brio – azienda del Gruppo Alegra specializzata nell’ortofrutta biologica – archivia con soddisfazione l’esercizio 2024/2025. Un risultato rilevante, che conferma la solidità del percorso avviato dall’azienda e che assume ancora maggior valore in un contesto generale in cui i consumi di biologico in Italia restano stagnanti.
Gianni Amidei Brio
“In un mercato nazionale che cresce ben poco, il nostro +21% è un risultato di assoluto rilievo – commenta Gianni Amidei, presidente di Brio –. Il dato principale non è solo la crescita, ma il fatto che questa indichi chiaramente un incremento delle nostre quote in un settore che oggi non fa registrare grandi slanci in termini di consumi, come invece era accaduto qualche anno fa. È il segno che il cammino intrapreso da Brio negli ultimi anni è stato vincente: un ampio paniere di prodotti bio, qualità e servizio al centro dell’offerta, e poi una riorganizzazione profonda che ha riguardato persone, strategie commerciali, scelte di partner e modalità di lavorazione”.

L’assemblea del 26 agosto, oltre ad aver approvato all’unanimità il bilancio è stata anche teatro del rinnovo delle cariche sociali: a fianco del confermato presidente Amidei siederà il nuovo vicepresidente Aristide Castellari (oggi anche presidente della cooperativa Agrintesa). “Un ringraziamento sentito va al Consiglio di amministrazione per la fiducia riconfermata nel mio incarico per il prossimo triennio – commenta Amidei - e uno ancora maggiore va ad Albino Migliorini, vicepresidente uscente e figura centrale di Brio per tanti anni, fonte inesauribile di impegno e supporto. Sono lieto di dare il benvenuto al nuovo vicepresidente Aristide Castellari, presidente di Agrintesa: la sua esperienza e competenza saranno preziose per affrontare le sfide future”.

L’importanza dell’estero e della partnership con Alce Nero

A trainare la crescita è stata in particolare la performance sui mercati esteri, che da soli rappresentano oltre la metà del volume d’affari dell’azienda di Zevio mentre sul panorama nazionale Brio ha raccolto i frutti del proprio impegno nel segno della continuità e qualità La stagnazione dei consumi interni paradossalmente ci ha premiato – spiega il responsabile commerciale Mauro Laghi -: diversi player che si erano lanciati nel comparto durante il boom del biologico oggi sono in difficoltà o sono tornati a puntare sul prodotto convenzionale. Mentre Brio, specializzata nel bio, anno dopo anno ha saputo costruire una reputazione di affidabilità, coerenza e solidità: oggi i clienti cercano proprio questo tipo di servizio”.

Strategica e di primaria importanza anche la collaborazione con Alce Nero, brand storico del biologico di cui Brio è partner per l’ortofrutta di prima gamma. “Oggi molte insegne della Distribuzione Organizzata, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole, che avevano avviato o pianificato progetti di MDD biologica negli anni degli incrementi in doppia cifra, stanno facendo un passo indietro e scelgono, per la propria offerta, di affidarsi a un brand riconosciuto, affidabile e affermato come Alce Nero – prosegue Laghi –. È un marchio che porta valore e garantisce risultati in reparto, e questo sta contribuendo anche alla nostra crescita, registrando nell’arco di pochi anni un valore a bilancio più che raddoppiato”.

Nel corso dell’anno Brio ha inoltre rafforzato la propria presenza nel canale della ristorazione collettiva, segmento che comprende strutture pubbliche – in primis le scuole – e realtà private. “Il nostro obiettivo è quello di presidiare in maniera più efficace un canale in crescita, ma ancora poco valorizzato per il biologico – spiega Amidei -. Oltre alle mense scolastiche, dove siamo già saldamente presenti ma che presentano ancora margini di crescita, in particolare al nord Italia, penso a contesti come quelli degli ospedali, dei ristoranti e delle mense aziendali, dove il bio è quasi assente. La nostra filiera è cortissima, dal campo al piatto, e siamo in grado di fornire direttamente dalla produzione alla mensa: una garanzia importante, anche in termini di sicurezza e tracciabilità. Inoltre, questo canale permette di valorizzare davvero tutta la produzione, premiando la qualità autentica più che l’estetica”.

Ufficio stampa Brio

Alessandro Pantani – Orma Comunicazione
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